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mercoledì 13 febbraio 2013

El Cotillo e Felicità

Un piccolo paese a nord ovest di Fuerteventura, El Cotillo, un insieme di case, più o meno belle, più o meno frutto della speculazione edilizia. Due porticcioli, in riva al mare, naturalmente, racchiusi e protetti da due promontori naturali.
Belli, da cartolina, con tutte quelle barchette colorate e quell'augurio di buena suerte a tutti i viaggiatori del mare.
Guardando ad ovest, oltre alla torre, fatico a capire se mi trovo in Australia o in Irlanda. Con quella spiaggia sconfinata, quelle scogliere maestose che sembrano uscite da un dipinto e quei surfisti che a pelo dell'acqua aspettano l'onda.
Di fronte a me sole e gabbiani.
Torno ad est e trovo una spiaggia bianca, morbida, racchiusa e sicura. Dove la bassa marea è capace di creare piscine naturali di rara bellezza. Cammino sulle ondine di sabbia, le schiaccio, ed è proprio come fossi sotto il mare e come se io fossi un enorme granchio. Dietro agli scogli che mi proteggono le onde si infrangono forti e potenti. 
Senti che rumore che fanno, sembra quasi un'esplosione. Ci sono delle orme di piccoli uccellini. Che decorazione meravigliosa di qualcosa che di per sé è già perfetta.

E' proprio qui nel porticciolo antico che abbiamo trovato il Bar Central e di colpo un posto visto fino ad ora solo nei nostri sogni sembra essersi materializzato. Una cucina come quella che avresti voluto avesse tua nonna, bianca e smaltata, con quei tanti piccoli fuochi. Frutta, verdura, spezie e voci a riempirla. Piatti sporchi accatastati. Pentolini neri e fumanti che sfrigolano sulle fiamme. Profumi e colori.
Niente tavoli all'interno. Solo qualche sedia e un anziano signore che mi guarda chiedendosi cosa faccia in casa sua.
Fuori una quindicina di tavoli, ombrelloni a ripararci dalla luce del sole e da quella della luna, mura bianche ai lati della piazza e qualche cane che ci saluta e ci guarda con gli occhi del gatto di Shrek. Tovaglie a quadri, proprio come è giusto che sia, birra, pulpo e gambas a la sal. Risate. Ed il tempo che si ferma imprimendosi nella memoria. Grazie.

Grazie Grazie Grazie

Dopo aver letto il tuo messaggio ho guardato le foto fatte negli ultimi giorni, mentre tu eri qui, e mi ci sono persa dentro. Avevi ragione, sono belle, e anche noi lo siamo. Soprattutto quando ridiamo o sorridiamo, quindi quasi sempre :)
E quanto è bella la mia isola, la nostra isola, e quanto lo è ancora di più quando ci siamo noi, Felici, a farle da cornice.
Ci sono tante cose, io credo, per cui vale la pena vivere, e le persone sono una di queste. E che persone...
Ci tengo proprio a ringraziare l'Universo per avermi regalato gli ultimi giorni, un'altra esperienza unica, indimenticabile, vera.

Spiaggia, roccia, lava, capre, quella signora racchiusa nel suo grosso foulard colorato che le incorniciava il viso, qualche cane legato, alcuni appisolati all'ombra, altri come scagliati contro le macchine che passavano piano, il cielo, a proteggerci, il calore del sole che mi scaldava il viso e i vestiti. Una medusa da salvare.
La sabbia sotto ai piedi. Una pausa silenziosa e piena di significato e la voglia di sentire nuovamente la vostra voce e i vostri pensieri. Sentire forte che le persone che hai accanto sono lì anche per te. Sapere di essere al sicuro e godere del tempo che ci è concesso.
Il cuore di riempie di gioia, di affetto, di amore e di gratitudine epr il momento presente, per quelle risate che non dimenticherò e per quella natura venuta ad insegnarci qualcosa o forse solo a ricordarci che quel qualcosa lo sapevamo già.
I colori, la luce ed il buio, le stelle, la luna che torna a sorridere e quel 'Hasta mañana' che non dimenticheremo mai. Grazie!

lunedì 4 febbraio 2013

Sport e Felicità

Cronaca di un mercoledì da leoni - 30 gennaio 2013

Evvai stasera serata super spagnoleggiante, c'è Madrid-Barça e noi ci sentiamo pronti, vogliamo vederla come se fossimo realmente del posto, come farebbe un vero spagnolo: bar, birra e rutto libero ;) Cerco un locale adatto, direi che potremmo provare con quello piccino e un pò buio giù nel pueblo, apparentemente frequentato solo da gente del posto, trasandato e spartano al punto giusto. 'Amore che ne dici se andassimo in quello che abbiamo soprannominato sopracciglia perché un giorno passando c'era la barista che faceva le sopracciglia ad una ragazza proprio sul bancone? O era viceversa ed era la ragazza che le faceva a lei? Beh, insomma quello, hai capito no? Mi sembra abbastanza verace tu che dici? Ok si va. Ci si perde un paio di volte tra le vie del centro storico e poi si arriva, entriamo, che buio. Ci guardano e naturalmente in un nano secondo capiscono al volo A: che non eravamo mai stati lì prima d'ora e  B: che siamo stranieri e quindi, secondo loro, turisti. Ma cosa mi è saltato in mente di mettere il giubottino in pelle finta che mi ha regalato mia madre mentre era qui perché pensava che con quello in jeans prendessi troppo freddo? Mmh, vabeh. Ci sediamo a banco e subito individuiamo lo schermo acceso sul prepartita. Ci sono un pò di avventori, spagnoli, ed un paio di inglesi, fiuf non siamo gli unici. Dietro al banco la barista dalle sopracciglia finissime ;) ci chiede cosa vogliamo. Dos harras naturalmente (2 medie). Insieme alla birra arriva anche una piccola tapas, per fortuna niente stinco di maiale porchettato stavolta, ma dei pomodorini e del formaggio di capra tagliati a cubetti e conditi con olio, sale e origano. Buono! Tutto bene, siamo dentro e tra poco la partita avrà inizio, gli inglesi se ne sono andati ed altri spagnoli sono arrivati ed hanno ordinato da bere. Siamo tutti disposti intorno al bancone e tutti guardiamo verso destra, verso il maxischermo. Sopracciglia fini dietro al banco gioca con il telefono, forse chatta, non mi sembra contenta. D'un tratto scappa via in cucina. 'Piange!', mi dice Luca ed io mi accorgo che strappa veloce dei pezzi di carta da un portasciugamano a muro e si porta le mani al viso. Sì piange. Uff, è sempre molto brutto vedere una persona piangere. Sta via un pò, poi torna, ripiange e esce dal locale. C'è imbarazzo, tutti se ne sono accorti, ma nessuno dice nulla. Chi perché non sa cosa dire e chi perché non se la cava ancora per nulla bene con lo spagnolo. Io sono l'unica donna forse dovrei fare qualcosa comunque... Qualcuno va via, qualcuno fortunatamente piano piano le si avvicina, l'atmosfera cambia e in pochi attimi il locale si svuota. Cosa sarà successo? Boh, decidiamo di andare via pian piano anche noi.

E' tardi, prossima tappa il nostro bar/ristorantino di fiducia. C'è lo schermo e in più ci conoscono, o per lo meno noi ci illudiamo che sia così, e sono molto veraci, proprio come ci piace, se non fosse che lì la birra costa un botto...vabeh, vabeh, eccoci, entriamo e ci sediamo in uno di quelli che ormai consideriamo il nostro solito tavolo. E' fatta, mi sto già divertendo! C'è già gente e ci sono altri avventori in arrivo. 

'Chicos?! Chicos?!'  (Ragazzi?!) 

Caro cameriere stai dicendo a noi? Sì? Ah vuoi che ci togliamo di mezzo perché questo che noi consideravamo il nostro tavolo in realtà è riservato alla curva?  Ah anche tutta quella zona è riservata alla curva? Ah possiamo sederci là o lì, ma non qui perché qui siamo in mezzo al caz... Ok, praticamente ci stiamo già spostando, fai pure finta che noi non ci siamo. Mannaggia a 'sto giubottino che mi fa apparire come quella principessa che non sono!

Ok, ci siamo spostati, ma vediamo lo stesso e senza sporgerci nemmeno troppo. Solo siamo stati esclusi dalla zona 'calda' del locale in cui corrono veloci birrette, tapas, insulti e parolacce. Uff...era proprio lì che noi volevamo stare, ma mercoledì prossimo c'è il ritorno, ci riproveremo. Senza giubottino... 

venerdì 1 febbraio 2013

Acqua e Felicità


Tutto il mondo è paese e non solo... Se vuoi portarti dietro l'Italia con tutti i suoi problemi e i suoi 'dettagli' sei liberissimo di farlo, in ogni posto che vai o che vuoi. Quando dico Italia non intendo niente che non sia completamente artefatto e che non faccia parte di quella edu-castrazione (come dice saggiamente Salvatore Brizzi) che ci viene imposta giorno dopo giorno, fin dalla nascita. Io amo il mio bel paese, ma odio tutto ciò che ci è stato 'costruito' sopra...e non parlo delle case. Ma perché mi sto giustificando? Questo è o non è il mio blog?

In ogni secondo della nostra vita è possibile paragonare ciò che ci accade con ciò che ci è successo nel passato, o appena un passo più in là, e subito le due parole magiche fanno la loro entrata in scena: meglio...peggio...

Mi sono accorta ormai da tempo che partire, senza in realtà muoversi mentalmente di un passo, è un rischio che in molti corrono. E col passare dei giorni siamo sempre più consapevoli che questo posto non è per tutti e non può piacere a tutti. 

Come per moltissimi altri aspetti della vita, infatti, siamo solo noi a decidere il nostro punto di vista, la nostra prospettiva e la nostra Felicità dipende da come siamo fatti, da cosa stiamo cercando e, soprattutto, dal sapere, o meno, di star cercando qualcosa. E qui entro in gioco io...con il mio 'so cosa voglio'.

Io quello che volevo per ora l'ho trovato. E guai a chi tenta di portarmelo via. Ora come ora non posso che essere Felice. 

Ieri ho fatto il mio primo bagno dell'anno, in piscina, ed ora sono di nuovo qui stesa al sole pronta a fare il secondo. Mentre una voce fastidiosa e lontana rimbomba sorda nella mia testa ricordandomi che, secondo lei, non sono queste le cose importanti della vita.

Luca, molto più pratico di me, dice che se non ti piace stare qui allora non ti piacerà stare da nessun'altra parte, ma io non sono del tutto d'accordo.

Sono molte le persone conosciute dal nostro arrivo che lamentano, tra le prime cose, di non sapere come fare a riempire il tempo e le giornate, soprattutto se si fermano sull'isola per un periodo che va oltre a quello di una classica vacanza. E sono tante quelle che, più che in altri posti, gridano alla crisi e all'impossibilità di una 'vita'...

Ormai è giunta sera, abbiamo cenato molto presto, perché non avevamo pranzato, e tra poco ci dedicheremo alla vista di un film in spagnolo per migliorare la nostra nuova lingua e per rilassarci un pò. Nel frattempo ci prepareremo un'infusione fredda di camomilla in una brocca di vetro su cui abbiamo posizionato la scritta 'Amore' perché come ci ha insegnato Masaru Emoto (http://www.youtube.com/watch?v=7LNCAIMW5Zw) anche l'acqua, come tutti noi, ne ha un gran bisogno.

martedì 22 gennaio 2013

Fuerteventura e Felicità - seconda parte

Sono partiti, oggi, con l'aereo delle 17.30, e per la prima volta dopo 12 giorni, questa sera, dopo il lavoro, abbiamo riavuto del tempo solo ed esclusivamente per noi, proprio come ci piace. Per tanti versi è stato bello averli qui sull'isola, non lo nego, anzi, ed è quasi difficile ammetterlo per una come me che da quando ha avuto 14 anni ha rinnegato il suo bisogno di stare in famiglia gridando forte la sua voglia di indipendenza. 

Comunque è fatta, l'isola è di nuovo solo 'nostra' e stasera ci siamo concessi una serata d'amore a 3, solo noi e Lei, la nostra Fuerte. Era dal nostro arrivo che avevamo adocchiato un localino un pò nascosto, in una via parallela a quella che mia mamma ha chiamato per 12 giorni la 'rambla', ovvero la strada principale che attraversa da cima a fondo Corralejo. Un posticino in legno, dall'aspetto verace, che riportava a grandi lettere la scritta 'SE TRASPASA'  (si cede la licenza). Beh, quattro giorni fa la licenza è stata finalmente 'traspasata' e questo locale tipicamente Majorero (di Fuerteventura) ha aperto i battenti. Qualche sgabello al bancone, dei comodi e confortevoli divanetti ed un arredamento in legno lucido e scuro che contrasta perfettamente con le pareti ed il soffitto bianco. Delle grandi foto in bianco e nero sulle pareti ritraggono scene della vita locale: mulini a vento, donne che ballano in costumi tipici, piazze assolate e mani abbronzate che sfiorano le corde di una chitarra. Accanto alle foto un leggio musicale e qualche strumento a corde appeso al muro: un mandolino e delle chitarre.

Due ragazzi dietro al banco, sorridenti e gentili, ed una coppia di canari DOC, oltre la sessantina, che suonano e cantano musica tradizionale in un angolo della sala sorseggiando allegri del buon vino rosso. Pochi avventori, dato che il locale ha appena aperto, ma come spesso si dice...meglio pochi, ma buoni. Si aggiunge al piccolo gruppetto musicale un uomo più giovane, che dopo aver intonato qualche nota con la voce stacca dalla parete quello strano strumento che a me era sembrato quasi un finto mandolino. Nel giro di qualche minuto il duetto diventa un terzetto e la musica e l'atmosfera riempiono i cuori e le anime dei pochi presenti. Una cerveza, un paio di tapas, un'allegra chiacchierata, tra una canzone e l'altra, con i ragazzi dietro al banco e l'isola è davvero di nuovo solo nostra. 

All'improvviso entrano un paio di ragazzi e si dirigono svelti e sicuri al bancone principale rivolgendosi a Miguel, il ragazzo dietro al bancone, 'Italiano?' gli chiedono ad alta voce. Lui tentenna e poi risponde facendo un cenno con la mano, ad indicare 'un pochino', mentre sorride spontaneo. 'Fai vedere la coppa Italia?' continua l'altro mentre Miguel si guarda in giro smarrito. 'Co-op-pa I-ta-lia' ripete a gran voce il nostro compatriota credendo che Miguel sia sordo anziché spagnolo. 

No caro amico, la coppa Italia qui non la fanno vedere, qui si beve della birra, del buon vino, si chiacchiera e ci si gode in armonia della buona musica tradizionale canaria. Sarà per la prossima...

sabato 19 gennaio 2013

Esercizi di Felicità - seconda parte

Svegliarmi ed abbozzare un lieve sorriso, rimettere insieme i pensieri e salutare i sogni fatti nella notte, aprire gli occhi e ricordarmi di ringraziare per averlo fatto. Stiracchiarmi un pò e poi fare qualche esercizio di respirazione. Bastano un paio di minuti, di orologio, e dei respiri circolari (senza pause tra l'ispirazione e l'espirazione) fatti con la bocca. Meglio respirare nella parte bassa dell'addome, magari tenendo le mani appena sotto l'ombelico per sentire la pancia gonfiarsi e sgonfiarsi ritmicamente. Può sembrare faticoso, le prime volte, ed in qualche modo il nostro corpo può cercare di opporre un rifiuto a questa pratica, ma i benefici che ne deriveranno dopo soli pochi giorni valgono davvero lo sforzo. Lo stesso esercizio va ripetuto la sera, quando si va a letto, prima di addormentarsi. 

Accorgermi, durante il giorno, dei muscoli che, senza che ve ne sia nessuna reale necessità, tengo in tensione. Accorgermene e rilassarli. Provare ad osservarmi mentalmente il viso, per vedere se sto tendendo inutilmente la bocca, le guance o la fronte. Passare alle spalle, al collo e alla parte alta della schiena e prendermene cura lasciando che si distendano liberamente. Chiedermi come sto tenendo i piedi e le dita, e se ho delle tensioni che non fanno che rubarmi energia.

Sorridere spesso e ad ogni persona che incontro, senza mai dimenticare che si tratta di un essere umano forte e fragile proprio come me. Mi è stato insegnato un trucco tempo fa, e ancora lo ricordo con piacere. Quando sto per rivolgermi ad una persona, o quando lei sta per rivolgersi a me, ripeto delle semplici parole nella mia testa: 'Ti voglio bene, sei come me' e come per magia la persona in questione, anche la più scorbutica ed aggressiva, si addolcisce, forse percependo in qualche modo dell'energia positiva e benevola da parte mia.

Ringraziare, spesso, ed ogni volta che la vita mi porta qualcosa di bello ed unico, come un pasto condiviso con la persona che amo, un panorama che mi rapisce, un fiore che mostra la sua bellezza o un animale libero e felice.

GRAZIE.

martedì 15 gennaio 2013

Fuerteventura e Felicità

La mia isola, Fuerteventura, l'abbiamo visitata un pò più a fondo in questi giorni grazie al fatto che i miei genitori, venuti a trovarci per verificare che realmente stessimo bene come dicevamo, hanno affittato una macchina. 

L'abbiamo attraversata fino a sud e ai miei occhi è sembrata lunga, grande ed incredibilmente meravigliosa, oltre che forte, energetica e perfetta, difficile descrivere le sensazioni provate. Tante volte ho sentito dire il sud è più bello del nord od il nord è più bello del sud, c'è chi sostiene che un paese sia meglio dell'altro, una spiaggia più o meno chiara, una un pò troppo scura oppure grande o stretta, c'è chi sostiene che una zona sia più residenziale, una più turistica, una più divertente ed una più ventosa.

Io non ho visto niente di tutto ciò.

 Non ho visto niente di tutto ciò perché non è lei ad essere più o meno...qualcosa...lei è semplicemente perfetta...sempre...ed ovunque.

Siamo noi esseri umani ad averla trasformata, siamo noi ad aver reso una zona più o meno brutta perché vi abbiamo costruito come se questo pianeta non fosse il nostro e siamo sempre noi ad aver messo la parola denaro davanti alla parola amore.

Lei è bella, fiera e disposta a tutto pur di vederci felici.

Siamo stati al mercato della Biosfera di Puerto del Rosario, c'è solo una volta alla settimana, il sabato mattina, e lì ho visto qualcosa che non vedevo da tempo: una rapa bianca, per esempio, o dei piccoli fichi d'india viola, appena colti, ho visto il pane fatto dai piccoli artigiani ed il pesce pescato nella notte, ho visto una signora gentile raccontare con passione di che cosa fossero fatte le sue torte. Ho visto le olive e l'olio, perché in pochi sanno che sull'isola è nato da poco il primo frantoio, e ho visto una donna stupirsi quando io, alle 10 del mattino, ho scelto di non assaggiare il suo liquore di latte di capra. Tornerò...e lo assaggerò, promesso.

Le saline ed il museo del sale, un altro angolo di paradiso che difficilmente dimenticherò. Una stradina, poco segnalata, porta ad una piccola baia dove proprio in riva al mare si trovano, da più di cento anni, delle saline che, ad oggi, nell'era del glutammato monosodico, mi sono sembrate tanto autentiche da essere emozionanti. Quanti colori ho visto all'interno delle vasche di raccolta e quanto spiccava il bianco delle montagnette di sale contro la roccia lavica nera. C'erano gli scoiattoli, che giocavano a rincorrersi sui muretti e che ogni tanto si fermavano e si mettevano in piedi in una strana posizione da vedetta, scrutando il mare. C'era lo scheletro di un cetaceo e c'era una burbera signora dalla quale abbiamo acquistato del sale. Qualche casa, qualche centinaio di metri più avanti, piccole, bianche e dalle verande in legno con qualche dettaglio colorato, e poi c'era un piccolo bar ristorante, caratteristico e semplice quanto piace a noi. Non ci siamo fermati, perché non eravamo soli, ma torneremo...e ci fermeremo, promesso.

L'interno dell'isola poi...splendido, vero, forte, accogliente, selvaggio e allo stesso tempo vivo ed abitato al punto giusto, le oasi formate dalle palme, i mulini di estrazione dell'acqua, le caprette multicolori, la terra che cambia colore chilometro dopo chilometro ed alcune case così belle e rassicuranti da sembrare magnetiche. 

Abbiamo visto dei paesaggi stupendi, soprattutto quando e dove l'uomo non era passato di lì, un mare dai colori intensi, delle rocce simili ad un impasto per la pizza visto dall'alto, picchi che mi ricordavano tanto il deserto roccioso del Colorado. Roccia nera, terra rossa, sabbia bianchissima e fiere margherite del deserto.

Ci siamo fermati con la macchina in un punto panoramico, che si affaccia sulla costa ovest, ed io e Luca ci siamo seduti ad ammirare pieni di gratitudine quest'isola meravigliosa che stiamo imparando ad amare ogni giorno di più, mentre mia madre e mio padre si incamminavano nei sentieri vicini alla ricerca di qualcosa di più dopo aver esclamato 'Qui non si vede un Cristo...'.

venerdì 11 gennaio 2013

Stanchezza e Felicità

Dopo sole 24 ore dall'arrivo dei miei genitori...siamo gioiosamente sfiniti! Sì sfiniti è la parola esatta perché, non avendo figli, siamo abituati a dover seguire i ritmi solo ed esclusivamente nostri e, vivendo in un bilocale, non è poi neanche così difficile farlo. 24 ore, ma davvero...solo? 

A me sembrano due mesi visto che nell'ordine abbiamo affrontato: recupero all'aeroporto, ricerca auto a noleggio (non si erano fatti spiegare dove trovarla), uscita dal parcheggio dell'aeroporto (con 2 giri completi a circa 10 all'ora per trovare l'uscita, guidava mio padre), viaggio verso casa con racconto dettagliato del volo e degli avvenimenti degli ultimi due mesi in cui eravamo assenti da casa, check-in al loro albergo, ricerca della camera perduta, ansia di mio padre perché il suo telefono non si attaccava alla rete telefonica locale, ansia di mio padre perché non capiva quali delle due password dategli alla reception era quella giusta per navigare in internet dalla reception (papà non dalla camera, dalla reception!), ansia di mia madre perché aveva perso il cellulare (ritrovato poi in macchina), trasferimento in auto al nostro villaggio, presentazione del nostro appartamento e di annessi e connessi, cena a casa organizzata al volo, aperitivo a casa per placare la loro fame da lupo organizzato al volo (sai com'è un'ora di fuso si può far sentire), ansia di mio padre che non riusciva ad attaccarsi al wi-fi di casa nostra, cena, ri-accompagnamento alla macchina, ultime indicazioni per raggiungere di nuovo il loro albergo, passare indenni la notte e riuscire a fare colazione da soli questa mattina, saluti...NOTTE...sveglia all'alba per lavorare così da essere poi liberi di andare fuori con loro, lavoro, incontro con loro, ansia perché mio padre aveva dimenticato il telefono sul balcone del loro appartamento, recupero del telefono nell'appartamento, passeggiata sulla spiaggia, camminata nel deserto, ansia da possibili scottature, ansia perché a mio padre nel deserto è suonato il telefono più volte ma essendo all'estero non sapeva se rispondere o meno, fotografie di famiglia, spesa, pranzo da noi organizzato al volo, ansia perché mio padre dopo aver scritto una mail di lavoro dal mio computer l'aveva persa, organizzazione per la cena e per la giornata di domani, dopodomani e dopo-dopodomani ancora, saluti, lavoro...

Ora facciamo la doccia, ci vestiamo e...

lunedì 7 gennaio 2013

Riunione di famiglia

Arrivano i miei... Tra 3 giorni arrivano... Aiuto! :) 
Non li vedo dalla mia partenza, se non consideriamo come vederci qualche skyppata con video, ed ora stanno per atterrare qui sull'isola. 
Sarà strano, almeno all'inizio, vederli girare nel villaggio, e nel mio appartamento, perché fino ad ora niente, della mia vita italiana, era ancora entrato qui.

Vengono per vedermi/ci e per fare una vacanza al caldo, ma soprattutto vengono per 'giudicare' con i loro filtri la mia scelta, per poi riportare a casa le loro visioni, ed impressioni, ad amici, parenti e sconosciuti. Chissà se gli piacerà? Come potrebbe non piacergli il mio paradiso terreste dice una parte di me? Ma un'altra voce grida subito forte: voglio vedere cosa dirà (mia mamma) quando vedrà l'ecomostro sulla spiaggia o le bottiglie e i vetri rotti sparsi un pò lungo tutte le strade. E che faccia farà quando si accorgerà che uso vasetti di vetro riciclati al posto di porta posate e porta spazzolini? E se malauguratamente ci fossero vento e nuvole per tutto il periodo, chi la sentirebbe?

Mio padre dal canto suo controllerà che i prezzi siano veramente così economici come dico (è nato a Genova ;) e che il pesce sia veramente fresco e locale...già lo vede mentre interroga in italiano camerieri e commessi. Non li invidio.

Ancora 3 giorni di pace quindi, visto che per ora sono presi nella morsa della creazione dell'unico bagaglio a mano disponibile e che in nessun modo riescono a capacitarsi che 'tutto' debba entrare in quei due spazi minuscoli.

Beh, diciamoci la verità, sono contenta di vederli e, comunque vada, sarà un gran successo! :)

giovedì 3 gennaio 2013

Io più Voi = NOI


Prima
Avevo un po di paura, ero contenta, ma anche un pò preoccupata, non mi capita spesso di avere un appuntamento al buio. Stavo per incontrare due ragazze, italiane, che, come facevamo noi, sognano di trasferirsi qui a Fuerteventura, per trovare una vita migliore, e per riprendersi quotidianamente quel tempo che sentono che gli spetti. Mi avevano scritto tempo fa ed ora sono veramente qui sull'isola, proprio a Corralejo per testare con mano, ma soprattutto con l'anima, la situazione. Mi hanno chiesto di incontrarci, per farmi qualche domanda in più, e per avere qualche consiglio sincero, ed io Felice ho accettato. Ora è giunto il momento, stiamo per uscire, l'appuntamento è al nostro Banana Bar, ho scelto di giocare in casa ;). Chissà come saranno e se saprò esser loro davvero d'aiuto? Chissà se mi sentirò a mio agio, o se vorrò scappare via, e se quel 'timidone' del mio fidanzato mi aiuterà un pò...

Dopo
Sono strafelice di aver incontrato due persone stupende, e dolcissime, e di aver condiviso un paio d'ore di chiacchiere che spero si ripetano presto, anzi le ho invitate da noi per vedere l'appartamento e per toccare davvero con mano cosa possa significare vivere in un villaggio turistico. Non solo mi sono piaciute subito, ed un sacco, mi è addirittura sembrato di conoscerle da sempre. Ed io che mi pre-occupavo...

GRAZIE Ragazze e GRAZIE a Tutti 
della fiducia, dell'affetto e della Felicità che mi donate!

giovedì 27 dicembre 2012

Natale e Felicità - seconda parte

Oggi è il 27! Posso dire finalmente? Per me il 26 è un pò come se fosse ancora Natale perché visto il nome che porto tutti mi fanno ancora gli auguri. Oggi invece basta, oggi mi sento di nuovo libera, e felice, di tornare alla normalità. Natale è stato bello, come può non esserlo con tutte quelle lucine, ma in qualche modo ho sofferto di ansia da prestazione. E' stato come se per forza la sera della Vigilia, il 25 (a pranzo e a cena), e poi anche ieri avessi dovuto trovare qualcosa di speciale ed unico da fare quando in realtà qualcosa di unico e speciale da fare non ce l'avevo.

Ho fatto del mio meglio, come tento di fare ogni giorno del resto, e ho indossato il mio sorriso migliore, ma ho comunque avvertito dentro di me che qualcosa non andava. Il dover essere per forza felice non fa parte di me.

Il mio amico Jhonny qualche giorno fa ha scritto: 'A Natale chi è felice lo è ancora di più e chi è triste è ancora più triste. Credo ci sia qualcosa di vero in questo'.

Corralejo è piena in questi giorni, i turisti arrivati da tutta Europa sono davvero tanti, e in moltissimi proprio il giorno di Natale hanno affollato le strade, i bar e i ristoranti. Non avevo mai visto così tanti cappelli di Babbo Natale, cerchietti dalle orecchie a forma di renna e cappellini fatti di stelline tutti insieme, e soprattutto mai così tanti indossati da persone ultra 50enni. Io li guardavo e sorridevo a viso aperto a chi li indossava, li avrei quasi abbracciati, mi piacevano un sacco, alcuni erano davvero belli e divertenti, un vero spettacolo per gli occhi e per l'anima. Loro però non sorridevano, nessuno l'ha fatto guardandomi, anzi, sembrava che nemmeno sapessero di avere quel buffo copricapo, strana la gente a volte ;).

Comunque ora è passata e il non aver fatto cenoni, pranzoni e alberelloni di Natale non è più un problema, almeno fino al 31, quando bisognerà per forza trovare qualcosa di super mega fantastico da fare :).

lunedì 24 dicembre 2012

Natale e Felicità - prima parte

Non sono tanti i ricordi che ho dei miei Natali di bambina, ma quelli che ho li vedo ancora dritti davanti a me, colorati e nitidi. 
La viglia di Natale, di solito, la passavamo nella tranquillità di noi tre, mia mamma, mio papà ed io e per tutti venivano preparati un sacco di stuzzichini, io adoro gli stuzzichini. Mia mamma mi faceva i voulevant, o meglio, li comprava già fatti e surgelati, e dopo averli cotti li riempivamo. Nel pomeriggio facevamo i biscotti, e la torta, sempre diversi, e sempre con un richiamo al Natale, era la torta da mangiare il giorno dopo, insieme a tutti i parenti.

La sera della vigilia a casa mia era 'di magro', ma siccome io allora non mangiavo pesce (sì sono sempre stata una rompicoglioni sul cibo) (...e non solo sul cibo gridano dalle retrovie...) per me veniva preparato qualcosa di particolare, ma non ricordo cosa. Io ero felice perché mia mamma, nonostante le 1000 cose da fare, era felice e poi mi piaceva aiutarla a preparare la tavola, tutta bella, mia mamma ci teneva a queste cose, ci tiene ancora adesso.

Il giorno di Natale la mia casa si riempiva di parenti e la sala si trasformava, venivano aggiunti tavoli, sedie e cavalletti di sostegno e ognuno sfoderava le sue creazioni migliori. A me sinceramente, passati gli antipasti, non piaceva quasi niente e mi mettevo in modalità 'attesa' del dolce, e di giocare. Sì perché in qualche modo anche il parente più scontroso a Natale si trasforma, e gioca. Tombola e roulette andavano per la maggiore a casa mia. E sette e mezzo.

Nei giorni precedenti io mi impegnavo per scoprire quale regalo avrei scartato di lì a poco, sapevo che mia mamma nascondeva i regali nel grosso armadio bianco del bagno, oppure sotto ai suoi vestiti, in quello di camera sua. Andavo e facevo il possibile per spiare attraverso la carta, a volte addirittura la rompevo, per sbaglio, e poi risistemavo il tutto alla bell'e meglio. Ricordo la volta in cui dietro la carta ho scorto la stalla per il mio minipony, che emozione...

BUONA VIGILIA E BUON NATALE A TUTTI! 

DI CUORE!

martedì 18 dicembre 2012

Quanto vale per sempre?

Seduta sulla spiaggia dietro ad una piccola muraglia di sabbia per ripararmi dal vento mi guardo intorno e per l'ennesima volta mi stupisco della bellezza del posto. Sto dando le spalle al mio mare, per non volare via, e intorno a me vedo sabbia, dune e piccoli cespugli tondeggianti, sembrano quasi tappi messi lì da qualcuno per impedire l'uscita di chi sa poi che cosa. Sabbia e cespugli, il blu del cielo e poi lui..il vulcano.

Qualche giorno fa ci siamo tornati al vulcano e abbiamo scoperto che proprio alle sue pendici nasconde in bella vista (qualcuno mi dice sempre che il posto migliore per custodire un segreto è sotto gli occhi di tutti) una specie di strano bunker, una costruzione in cemento armato che fuoriesce dal suolo di qualche metro e che si estende a formare un quadrato di circa 10 metri per 10, senza porte, né finestre, solo qualche piccolo sfiatatoio per l'aria, ma...sarà...forse qualcuno ha programmato una ritirata in vista del 21 dicembre?

Sabbia, dune, vulcani e ancora una volta mi accorgo si non riuscire davvero a capacitarmi che io vivo qui, questa volta però acquisisco un'informazione in più, oggi imparo a capire e a conoscere qualcosa di nuovo su di me, mi accorgo, infatti, di non riuscire ad attribuire alla mia permanenza sull'isola un concetto di tempo, un'idea di per sempre, perché io un'idea di per sempre non ce l'ho.

Per sempre! Cosa vuol dire per sempre? 1 anno, 2 anni, 30 anni o quanto se no? Non lo so e nemmeno trovo in me il modo di scoprirlo, ora sono qui ed è l'unica cosa che conta.

domenica 16 dicembre 2012

Oggi sono polemica...

I fatti: 
16 dicembre 2012 ore 14.00 piscina del villaggio Oasis Papagayo - Corralejo, Fuerteventura
2 inglesi, una coppia, sui 40-45 anni sono sdraiati su una sdraio (sdraiati su una sdraio? E poi c'è qualcuno che al coraggio di sostenere che io sappia scrivere... :) accanto a noi, chiacchierano, ridacchiano. Si tracannano una bibita...una redbull? direttamente dalla lattina...e richiacchierano, riridacchiano...raccolgono da terra, da sotto le sdraio, 2 racchette di legno, quelle da spiaggia, ognuno la sua, e cominciano ad usarle combattendo come se fossero due spade...sarà forse l'effetto della redbull? Giocano, si sfidano, chiacchierano, ridacchiano e ad un tratto lei grida...'Chi ci mette più di 3 secondi è...' e si butta, si butta in acqua...lui la segue, racchetta alla mano, e cominciano a giocare. Giocano, si divertono, si schizzano, tornano bambini, lei saltella felice (o per il freddo? ;). Poi escono, si sdraiano, si asciugano e si spalmano.  Si spalmano con un bello strato di crema solare bianca...e si risdraiano.

Analisi dei fatti:
Perché diavolo la gente accetta di spalmarsi di petrolio? Perché diavolo accettiamo che la pubblicità, le case cosmetiche e la medicina ci imponga di spalmarci di petrolio? Lo faremmo ugualmente, spalmarci intendo, se il petrolio anziché esserci presentato sotto forma di una crema bianca soffice e dall'aroma di cocco ci fosse presentata nella sua forma originale...petrolio? Ci spalmeremmo comunque? E per proteggerci da cosa? Dalla luce del sole? Ci spalmiamo con un prodotto altamente cancerogeno per proteggerci da cosa? Dal cancro forse? Impariamo a conoscere cosa mangiamo e cosa inseriamo nel nostro corpo e impareremo a conoscere gli effetti benefici, e non malefici, del sole e della luce. Qualcuno ha mai sentito dire che la prima causa di morte nei paesi equatoriali sia il cancro della pelle? Io l'avevo detto che oggi ero polemica!

sabato 15 dicembre 2012

Persone e Felicità

Chi non vuole esserci 
non c'è nemmeno se ti ci siedi accanto. 
Chi c'è, c'è anche quando credi che non ci sia.

E' a te che penso mentre scrivo questa frase e tu lo sai...

Quanto è importante e meraviglioso condividere e quanto è importante e meraviglioso sentirsi parte di qualcosa! Io per prima ne sento ogni giorno forte il bisogno.

C'è una cosa, tra le tante, che amo intensamente qui a Fuerte, una cosa che sento molto mia, che apprezzo, e per cui ringrazio, ogni giorno, da quando sono arrivata, le persone...

Tutte le persone, in generale, ed alcune persone in particolare... Quelle che incontro quando esco di casa, per esempio, o quelle di cui, mentre lavoro, sento le voci. Quelle che incontro quando percorro i sentieri del villaggio in cui vivo, o quelle che con un cenno della mano mi salutano dall'altra parte della strada. Quelle che mi danno uno strappo a casa quando mi incontrano 'carica' al supermercato, o quelle che si impietosiscono vedendomi correre 'zuppa' sotto la pioggia. Sono le persone che per 'caso' bussano alla mia porta perché proprio oggi hanno sperimentato una novità in cucina. 

Persone, semplicemente persone, italiani, che come me, sono venuti da poco a vivere qui nel villaggio. Italiani che hanno deciso di voler provare a ritrovare se stessi, italiani che hanno deciso di provare a rinascere tra le palme. E basta un 'Ciao', un 'Come stai?', un 'Oggi il tempo è...' per entrare in sintonia, perché tutti qui abbiamo le stesse esigenze, gli stessi sogni, gli stessi bisogni e, soprattutto, le stesse sottili paure...

E' difficile spiegare a chi è rimasto a casa che qui sentirsi soli non è facile, menomale, semplicemente perché qui soli non lo siamo. E' difficile spiegare che basta fare un passo, o al massimo due, per trovare una persona sola e 'nuda' proprio come te. Una persona che ha lasciato il certo per l'incerto, una persona che ora, finalmente, si sente pronta a mettere di nuovo sul tavolo se stessa. Una persona che ha accettato di lasciare a casa chi era per imparare, col tempo, a scoprire chi sarà. 

E' difficile spiegarlo a chi è rimasto a casa, ma qui soli non si è.
   

venerdì 14 dicembre 2012

Alcool e Felicità

Per la prima volta dal nostra arrivo a Fuerte ci concediamo una seconda birra prima delle...14.07, non è la prima volta che ce ne concediamo una in pausa pranzo, ma due...

Sarà il sole, saranno i 30 gradi, saranno i 4 tavoli di inglesi intorno a noi che, a differenza nostra, sono già al terzo giro o sarà che abbiamo scoperto che anche il nostro locale preferito, questo, ha un 'buttadentro' e che quindi, forse, ha bisogno di soldi e noi, giustamente, vogliamo collaborare. Sì, sì sono proprio 3 euro spesi bene!

Che vita! Com'è bella la vita non appena ti fermi ad accorgertene! Com'è bella la vita non appena ti fermi...e smetti, smetti di pretendere, smetti di volere e smetti, soprattutto, di dimenticarti di Te e di chi vuoi essere. Non dico che sia facile, no non dico questo, ma dico che è possibile; dico che è possibile, ad esempio, decidere che non è dove sei nato che devi morire, soprattutto se non è lì che in fondo vorresti farlo; dico che è possibile, inoltre, accorgerti che quello che vedi, e chi vedi, alla mattina quando ti svegli è importante, e dico, soprattutto, che ognuno di noi dovrebbe fare del proprio meglio per prendersi cura almeno di se stesso. 

Dico che la Felicità, quella vera come sempre, stia nell'accorgersi che i gabbiani usano le zampe per scegliere la propria direzione, proprio come se fossero un timone, e non nell'avere una bella casa o una bella macchina, e dico che la felicità, quella vera, sia nel sentirsi pieni di gratitudine per quello che la vita sa riservarci se decidiamo di andare a prendercelo. Dico che la felicità, quella vera, stia nell'attaccarsi forte con le mani alla persona che più ami al mondo quando senti forte che un attimo di FELICITA' estrema sta per arrivare, perché sai che da un momento all'altro potresti volare...

P.s. E' giusto che questo momento abbia anche il suo sottofondo musicale  originale http://www.youtube.com/watch?v=AakSuNPY1fI.

P.p.s. Il quarto tavolo inizia a fare il quarto giro prima che io finisca di mettere nero su bianco i miei pensieri...

domenica 9 dicembre 2012

50 volte il primo incontro

Oggi ci siamo tornati, alla spiaggia dei Riu intendo, attraversando nuovamente a piedi il deserto, dico ci siamo tornati perché ci eravamo già stati qualche settimana fa, sebbene  per me sia stato come non esserci mai stata prima. Me lo ricordavo bello il mare, certo che me lo ricordavo bello, ma così bello proprio  no. E non me lo ricordavo bello, così bello, nemmeno ogni volta che ritornavo a guardarlo dopo essermi distratta per un pò. Ogni volta è stata come la prima volta e ad ogni sguardo è stato come non averlo mai visto prima...
Lo guardavo e me ne innamoravo, profondamente, intensamente. Lo guardavo e mi scoprivo ogni volta a riconoscervi nuovi colori, nuove sfumature, nuove piccole bolle di schiuma. Lo guardavo e mi stupivo di quanto trasparente potesse esserne la limpidezza e di quanto luminosi e splendenti potessero esserne i riflessi creati dalla luce del sole. Lo guardavo, seguivo con lo sguardo i piccoli pesci giocare a riva con la lenta risacca delle onde e me ne innamoravo...

Poi mi distraevo, per un secondo, e seguivo con lo sguardo una persona  passeggiare sul bagno asciuga, prima di tornare di nuovo a guardarlo e, proprio come se fosse la prima volta, ad innamorarmene.
'Ma davvero sei sempre stato così bello?' avrei voluto chiedergli, 'Anche un secondo fa lo eri? Stai mentendo, a me sinceramente sembra che tu ora lo sia ancora di più'.

Un aquilone, vola, grande, esagonale, tridimensionale, ha un disegno dai colori vivaci stampato su uno sfondo trasparente, vedo del rosso, del blu, del giallo, insieme formano delle figure concentriche, quasi ipnotizzanti...bello...nuovo...non avevo mai visto un aquilone così 'simpatico' prima d'ora...

Poi mi giro di nuovo, dando le spalle alla spiaggia, e lo vedo, ancora lui, il mare, e riesco nuovamente a stupirmi per quanto sia incredibilmente e fatalmente bello...più bello di quanto lo sia mai stato prima...che meraviglia incontrarsi per la prima volta...

sabato 8 dicembre 2012

La mente (e il freddo) fa brutti scherzi

Mia mamma me lo avrà ripetuto cento o duecento volte...almeno...'Portati qualcosa di caldo, al massimo poi non lo metti'...
E io 'Nooo', testona, anche solo per non darle ragione, 'non ce n'è bisogno mamma lo vuoi capire o no?'. Forse, ma solo forse, avrei dovuto darle ascolto, almeno su questo punto. Sta di fatto che la gente mi diceva: 'Vai tranquilla alle Canarie fa sempre caldo, alle Canarie non piove mai, alle Canarie è sempre primavera!'. Sarà...ma allora perché io mi sono dovuta comprare un piumino per il letto? E anche una felpa nuova? Perché? Fa freddo! Negli ultimi giorni fa freddo, o meglio, fa freschino...o forse no? Che strani scherzi fa a volte la mente...

E' solo da qualche giorno che qui a Corralejo il sole non si vede e già la mente comincia a 'svalvolare' e a perdere colpi... e conti. Già non si ricorda più che solo martedì, martedì appena passato intendo, io e lei, la mia mente, siamo state un paio d'ore in piscina a prendere il sole, in costume. No, non se ne ricorda... E non si ricorda nemmeno che l'altro ieri, giovedì, abbiamo pranzato tutti e 3, Luca, la mia mente ed io, sul balcone. E sembra non ricordarsi nemmeno che, proprio ieri sera, ci siamo fatti una birra ghiacciata seduti in un tavolino all'aperto indossando solo un cardigan in cotone... no non se lo ricorda. In questo preciso momento sente freddo e tutto il resto sembra passare in secondo piano.

Facebook e Skype, intanto, mi informano che in Italia ha nevicato, mentre io qui mi lamento perché il termometro è sceso, per i miei gusti, un pò troppo sotto i 20 gradi...come è vero che ogni cosa è relativa e come è vero che ognuno di noi vede solo quello che vuol vedere... 

P.s. Naturalmente ogni insulto è ben accetto ;)

domenica 2 dicembre 2012

passato, Presente, futuro

'Ehi amore oggi c'è il sole, lo avevamo chiesto ricordi? Giù veloci dal letto e corriamo a lavorare che poi si va al mare'. 
Si lavora anche oggi che è domenica? Sì negli ultimi mesi si lavora anche la domenica, e con grande piacere anche, perché quando il lavoro c'è, ne si approfitta, perché quando il lavoro c'è, una vocina da dentro grida forte si può fare, grida forte si può rimanere qui a vivere, per sempre, qui nel paradiso terrestre. 

Lavoro per tutti noi significa soldi in entrata, e soldi in entrata significano per tutti noi meno paura, perché, diciamocelo pure, quando i soldi ci sono tutto sembra più facile e tutto sembra sorriderci almeno un pò di più mentre il detto 'i soldi non fanno la felicità' perde pian piano il suo potere. Quando i soldi ci sono, tanti o pochi che siano, tutti quei buoni propositi, tutte quelle belle frasi, tutti quelle dottrine spirituali che ci insegnano che alla base di tutto ci vuole una gran fiducia e che è fondamentale credere che l'Universo, o chi per esso, voglia sempre il meglio per noi, acquistano maggior significato e ci sembrano un pò meno alieni. 

'E' ora di uscire, vestiti leggeri, mi raccomando!' Tutti e due sentiamo forte la voglia di sole, la voglia di caldo, dopo le piogge dei giorni scorsi, 'Via che si va'. Qualcuno fa il bagno in piscina, yuppie, sarà sicuramente un inglese,  andiamo anche noi veloci verso il mare. Siamo a metà strada, una goccia, due...tre...un acquazzone tropicale, uff, freddo, improvviso e proprio nel punto in cui non c'è nemmeno un tettino sotto cui ripararsi; una macchina rallenta, evviva, siamo 'salvi', grazie, decidiamo di farci portare dai nuovi amici fino al porto perchè di tornare a casa proprio non se ne parla, siamo certi che il sole arriverà. 

E il sole arriva, proprio lì, ad illuminare il mare con tutti i suoi colori, e noi ci stendiamo sugli scogli e con i vestiti appesi accanto. Il calore aumenta e ci entra con prepotenza nella pelle, proprio come se sapesse che ne abbiamo bisogno, proprio come se si volesse prendere cura di noi. Non possiamo che ringraziare e amare ancora di più, non possiamo che riconoscere, nell'attimo che stiamo vivendo, la felicità più pura, non possiamo che non desiderare nient'altro che questo.

Le voci intorno a noi aumentano e ci chiediamo distratti che ore siano, boh, non lo sappiamo e poi cosa importa...come sarebbe diverso il mondo se il tempo non esistesse, come sarebbe diverso se davvero esistesse solo l'adesso...come sarebbe diverso se nessuno ci avesse 'insegnato' a distinguere un lunedì da un martedì e un dopo da un prima, e se nessuno ci avesse insegnato a distinguere un oggi da un giorno di Natale. Forse saremmo tutti più felici, senza tempo, e forse, ma solo forse, è proprio per quello che il tempo è stato inventato...

sabato 24 novembre 2012

Un post per dire GRAZIE

24 novembre 2012 un post per dire GRAZIE.

Grazie a tutti voi che mi leggete, grazie a tutti voi che mi scrivete, grazie a tutti voi che mi fate sentire una persona speciale in mezzo a tante persone speciali, grazie a tutti voi che mi fate sentire amica tra amici.

Grazie a chi mi fa domande (mi raccomando fatemene quante volete senza problemi :) e grazie a chi 'semplicemente' mette un mi piace che mi fa trasalire il cuore e 'sfarfallare' lo stomaco. Grazie a chi passa di qui per caso e grazie di cuore a chi sceglie di tornare a trovarmi. Grazie per farmi sentire di essere non essere sola nella mia ricerca della felicità e grazie per farmi pensare ogni giorno di potercela fare. Grazie per accogliere le mie paure e grazie per mostrarmi con coraggio le vostre. Grazie per essere in tanti, ogni giorno di più, e grazie per essere unici, ogni giorno di più. 

Questa sera incontrerò Anna una ragazza che mi ha letto e che mi ha scritto e  che, essendo qui a Corralejo per qualche giorno, mi ha proposto di conoscerci. Sono emozionata, tanto, e spaventata, un pochino, (e se non le piacessi?), ma soprattutto sono FELICE.

GRAZIE GRAZIE GRAZIE A TUTTI VOI

P.s. Anna sii buona con me :)