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Visualizzazione post con etichetta Trasformare le paure in determinazione. Mostra tutti i post
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domenica 20 luglio 2014

Giro Giro Mondo..

E' più di un anno che non scrivo un post sul mio amato blog, il motivo? Davvero non saprei, o meglio, non saprei che altro dire se non che ho vissuto una fase di piena ed emozionante tranquillità sulla mia isola (Fuerte), in cui la mia anima felice e serena non ha sentito pressoché alcuna necessità di scrivere per 'sgarbugliarsi'. Ma cosa succede ora? O meglio da una ventina o più di giorni a questa parte... Credo che questo passaggio letto pochi minuti fa sul sito di Nomadi Digitali possa racchiudere e spiegare perfettamente i miei pensieri attuali...
''Per questo Sara ha scelto uno stile di vita seminomade, ovvero preferisce spostarsi in un Paese e restarci per qualche tempo, finché le sue esigenze non cambiano, fino a che non sente il bisogno di spostarsi altrove.''

Ebbene sì, questo è il motivo che mi sta portando a scrivere nuovamente, il mio cuore seminomade (semi?) sente il bisogno di spostarsi ancora, e la mia anima ha la forte necessità di essere un'altra volta sgarbugliata.

L'ultimo mio post si chiudeva con queste parole:
''Oggi, o forse ieri, mi sono resa conto di una cosa, mi sono accorta, proprio come se nella mia anima si fosse accesa una lucetta, che in tutta la mia vita, fin da quando ero bambina, c'è sempre stato un filo conduttore, un unico ed immancabile 'So cosa voglio', che mi ha accompagnata in tutte le età: il voler girare il mondo. E per questo lancio il mio messaggio all'universo e lo ringrazio per avermi messo su questo meraviglioso cammino preparativo.
Grazie :)''

Cosa faccio ora di queste mie 'certezze', colgo l'attimo? Ad oggi le antenne sono state drizzate, ho iniziato a leggere, informarmi, cercare di capire e naturalmente...sto cercando di prendere nuovamente la paura per le corna! Dicono che una delle principali virtù di un nomade digitale deve necessariamente essere la disciplina, chissà se questo assunto varrà anche per i simil seminomadi? 
Intanto proseguo con il mio scanning del mondo! Grazie, Grazie, Grazie! :)
P.s. Ale, Barbara, vi dobbiamo parlare! 

mercoledì 6 marzo 2013

Morte e Felicità


Mettermi a bordo piscina, di traverso, sollevare una gamba sull'acqua e poi lasciarmici cadere dentro, dritta facendo, solo un leggero saltello.

Oppure lasciarmi cadere con tutto il corpo in avanti e vedere cosa si prova ad entrare in acqua di faccia. O prendere la rincorsa, lontana, e poi buttarmi a bomba incurante delle future proteste dei vicini bagnanti.

Questo farei in questo momento se solo ne avessi il coraggio. 

Certo non è una gran cosa, o una vera prova di temerarietà, ma a 37 anni suonati la gente non si aspetta un comportamento simile da una ragazza per bene, soprattutto è sola e non contornata da un gruppo chiassoso.

Mesi fa con degli amici riflettevo sulla possibilità di salire su una giostra riservata ai bambini, una di quelle con tanti cavalli e carrozze, e di farlo in un momento qualsiasi della giornata, sola, senza la compagnia e l'appoggio di nessuno. Anche questa non è sicuramente una di quelle che si definiscono le grandi sfide della vita, ma solo l'idea di avvicinarmi al chiosco, comprare un biglietto, scegliere un cavallo e sedermici sopra per cominciare a girare, dal mio 1 metro e 75, mi terrorizzava. Vedevo già nella mia mente gli sguardi attoniti della gente...

Solo qualche mese dopo a Milano, in un piccolo parco giochi di quartiere, mi sono seduta su un'altalena, io da sempre adoro le altalene, e dopo aver 'mosso i primi passi' un anziano signore travestito da guardiaparchi si è avvicinato per sgridarmi, in malo modo... serio serio e io, come direbbe il mio amico Roby, ci ho patito...e, rammaricata, mi sono scusata...

Ieri sera ho iniziato la lettura di uno dei libri consigliatici da Davide "Le vostre zone erronee" e volete sapere con quale frase si apre quello che già dopo solo una trentina di pagine definirei un capolavoro... 

Quanto è lontana la tua morte?

L'ho trovata una frase di una potenza meravigliosa. E forse adesso mi alzo, prendo la rincorsa e faccio un tuffo bomba che qui a Fuerteventura rimarrà nella storia!

domenica 17 febbraio 2013

Riflessioni sulla Felicità

Troppe volte mi dimentico di essere grata per ciò che ho e solo nel momento in cui vado a perdere una cosa riesco a darle l'importanza che merita, a capire quanto valeva quella cosa per me. Quante volte mi sono svegliata al mattino sbuffando, magari perché dovevo raggiungere un posto di lavoro che in fondo in fondo non mi piaceva e mi estrometteva, secondo me, da quella voglia di libertà che tanto sento e sentivo crescere dentro? E mi chiedevo, così come mi avevano insegnato i libri, ma se per caso sapessi di dover lasciare questo mondo domani, sarebbe davvero questa la cosa che vorrei fare oggi? Nel mio ultimo giorno su questa terra? Lavorare? Giusto, vero, ma al contempo non mi ero mai domandata: come mi sentirei se alzandomi domani quel posto di lavoro non esistesse più? E se fossi certa che non tornasse, come mi sentirei? La risposta l'ho avuta ieri con una sensazione sgradevole e dura sulla mia pelle: male, vuota e soprattutto insicura perché in questa realtà mi è stato insegnato che niente soldi significa niente vita. Proprio ieri ho chiesto all'universo di restituirmelo quel lavoro, lo stesso che a volte, troppe volte, ho snobbato e sottovalutato. Ma non succederà più.

Altre volte ho dato e do per scontato le persone che ho accanto, e qualcuno di voi silenziosamente è riuscito a farmelo notare, (ed io vi ringrazio per questo), senza accorgermi di quanto senza di loro mi sentirei incompleta. Poi basta una piccola malattia, una lontananza, un fatto, una linea di febbre o una connessione che non funziona per tornare ad essere quella crocerossina affettuosa ed innamorata che in realtà sono. Come sarebbe in questo caso la vita di ogni giorno se solo riuscissimo a comportarci come se fosse l'ultimo?

Ieri sera Luca ed io abbiamo conosciuto per l'ennesima volta due persone speciali, che come altre sono venute sull'isola per inseguire un sogno e per capire se, come lo è stato per noi, potrebbe essere questo il loro posto. Io mi sono sentita in particolar modo grata, entusiasta e piena di Felicità. Che esseri meravigliosi siamo noi umani, quanto siamo in grado di dare e di trasmettere quando esiste un intento comune chiamato felicità. La scorsa settimana abbiamo trascorso cinque giornate meravigliose con una persona mai conosciuta prima, anche lui portato dal blog e di cui qualcosa ho già raccontato, arrivato a noi e a Fuerte come un regalo inaspettato con cui in pochissimi giorni si è creato un legame importante e da ogni punto di vista indissolubile. Riccardo ci è entrato nel cuore e difficilmente ne uscirà.

Ieri invece è stata la volta di Federica e Marco, una coppia favolosa ed autentica, anche loro sognatori come noi, e come tutti coloro che per un attimo si sono fermati ad osservarsi; due persone che ancora una volta ci hanno ricordato quanto possono essere importanti ed uniche le relazioni interpersonali, le persone, gli sguardi, un sorriso, un gesto, una parola detta piano, un bisogno di condivisione ed un tentativo di cercare una sicurezza in più, una mano sulla quale appoggiare la propria.

Ogni giorno mi innamoro di più del mondo ed ogni giorno imparo a rispettarne la grandezza e la potenza. Dopo un'esperienza particolare, accaduta ieri, che mi ha fatto riscoprire tutta la mia fragilità ed umanità vorrei salire sulla montagna più alta e gridare forte siate sempre grati per quello che avete e non dimenticate mai che l'unica e vera cosa importante è l'amore, sotto tutte le sue forme. Sono grata per quello che ho e scelgo in ogni istante di dimostrarlo a me stessa, prendendomi cura della mia vita e della mia anima. Grazie!

mercoledì 13 febbraio 2013

Grazie Grazie Grazie

Dopo aver letto il tuo messaggio ho guardato le foto fatte negli ultimi giorni, mentre tu eri qui, e mi ci sono persa dentro. Avevi ragione, sono belle, e anche noi lo siamo. Soprattutto quando ridiamo o sorridiamo, quindi quasi sempre :)
E quanto è bella la mia isola, la nostra isola, e quanto lo è ancora di più quando ci siamo noi, Felici, a farle da cornice.
Ci sono tante cose, io credo, per cui vale la pena vivere, e le persone sono una di queste. E che persone...
Ci tengo proprio a ringraziare l'Universo per avermi regalato gli ultimi giorni, un'altra esperienza unica, indimenticabile, vera.

Spiaggia, roccia, lava, capre, quella signora racchiusa nel suo grosso foulard colorato che le incorniciava il viso, qualche cane legato, alcuni appisolati all'ombra, altri come scagliati contro le macchine che passavano piano, il cielo, a proteggerci, il calore del sole che mi scaldava il viso e i vestiti. Una medusa da salvare.
La sabbia sotto ai piedi. Una pausa silenziosa e piena di significato e la voglia di sentire nuovamente la vostra voce e i vostri pensieri. Sentire forte che le persone che hai accanto sono lì anche per te. Sapere di essere al sicuro e godere del tempo che ci è concesso.
Il cuore di riempie di gioia, di affetto, di amore e di gratitudine epr il momento presente, per quelle risate che non dimenticherò e per quella natura venuta ad insegnarci qualcosa o forse solo a ricordarci che quel qualcosa lo sapevamo già.
I colori, la luce ed il buio, le stelle, la luna che torna a sorridere e quel 'Hasta mañana' che non dimenticheremo mai. Grazie!

domenica 6 gennaio 2013

Bentornata Felicità

Sono stati dei giorni duri, gli ultimi, e solo oggi riesco a sentirmi di nuovo bene, e a casa. Ho sofferto, e una parte di me in fondo ancora soffre. Ho provato rabbia. E paura. Capita...
Capita sì, ma ancora non era mai capitato da quando siamo qui a Fuerte e, probabilmente, una parte di me ci era cascata, credendo che qui, nel mio paradiso, mai nulla di brutto sarebbe successo.
Ora, come ho detto, va meglio, il tempo guarisce tutto, o quasi. E l'amore fa i resto.

Negli ultimi tre/quattro giorni mi sono accorta che le mie preoccupazioni, e le  mie tensioni, hanno impedito che io alzassi la testa. E' come se per tre giorni interi io abbia vissuto guardando solo per terra, dimenticandomi quasi completamente di ciò che di meraviglioso c'è intorno a me e di quanto, se solo lo voglio, e me ne ricordo, posso essere felice qui. Sono stata, siamo stati, travolti, da un turbine di emozioni, tutte negative ahimé, e abbiamo completamente perso di vista l'insieme, l'adesso, il noi.

Ora sono qui, sul MIO balcone, a godere degli ultimi raggi di sole della giornata, dopo aver finalmente spento il pc, e torno ad alzare di nuovo lo sguardo. Ci sono le palme che insieme alle case creano dei profili perfetti nel mio controluce, fatico a tenere gli occhi aperti, ma riesco, guardando in alto, a percepire il blu intenso e sincero del cielo, e poi c'è lui, il mio vulcano, capace di infondermi nuovo equilibrio e determinazione.
Sono contenta che sia passata, o di essere riuscita con la complicità del tempo e dell'universo a lasciarla passare. A breve, forse, spero di riuscire anche ad unire i puntini e a capire perché certe cose accadono, così da poter imparare la lezione, se una lezione ci fosse, e, più forte e più saggia di prima, andare oltre.

sabato 15 dicembre 2012

Persone e Felicità

Chi non vuole esserci 
non c'è nemmeno se ti ci siedi accanto. 
Chi c'è, c'è anche quando credi che non ci sia.

E' a te che penso mentre scrivo questa frase e tu lo sai...

Quanto è importante e meraviglioso condividere e quanto è importante e meraviglioso sentirsi parte di qualcosa! Io per prima ne sento ogni giorno forte il bisogno.

C'è una cosa, tra le tante, che amo intensamente qui a Fuerte, una cosa che sento molto mia, che apprezzo, e per cui ringrazio, ogni giorno, da quando sono arrivata, le persone...

Tutte le persone, in generale, ed alcune persone in particolare... Quelle che incontro quando esco di casa, per esempio, o quelle di cui, mentre lavoro, sento le voci. Quelle che incontro quando percorro i sentieri del villaggio in cui vivo, o quelle che con un cenno della mano mi salutano dall'altra parte della strada. Quelle che mi danno uno strappo a casa quando mi incontrano 'carica' al supermercato, o quelle che si impietosiscono vedendomi correre 'zuppa' sotto la pioggia. Sono le persone che per 'caso' bussano alla mia porta perché proprio oggi hanno sperimentato una novità in cucina. 

Persone, semplicemente persone, italiani, che come me, sono venuti da poco a vivere qui nel villaggio. Italiani che hanno deciso di voler provare a ritrovare se stessi, italiani che hanno deciso di provare a rinascere tra le palme. E basta un 'Ciao', un 'Come stai?', un 'Oggi il tempo è...' per entrare in sintonia, perché tutti qui abbiamo le stesse esigenze, gli stessi sogni, gli stessi bisogni e, soprattutto, le stesse sottili paure...

E' difficile spiegare a chi è rimasto a casa che qui sentirsi soli non è facile, menomale, semplicemente perché qui soli non lo siamo. E' difficile spiegare che basta fare un passo, o al massimo due, per trovare una persona sola e 'nuda' proprio come te. Una persona che ha lasciato il certo per l'incerto, una persona che ora, finalmente, si sente pronta a mettere di nuovo sul tavolo se stessa. Una persona che ha accettato di lasciare a casa chi era per imparare, col tempo, a scoprire chi sarà. 

E' difficile spiegarlo a chi è rimasto a casa, ma qui soli non si è.
   

giovedì 29 novembre 2012

La paura...ancora lei...

Non lasciare che sia la paura a dirti quando dovresti fermarti.
La paura è quella vocina nella tua testa che prova a trattenerti perché sa che se continuerai, se insisterai, le cose cambieranno e lei dovrà andarsene.
 Non lasciare che sia la paura a decidere per te, a decidere chi puoi essere. Sarà lo sfinimento a dirti quando dovrai fermarti. Raggiungerai i tuoi limiti solo quando non potrai andare oltre.

PAURA...paura è la prima parola che incontro leggendo i vostri messaggi, le vostre e-mail, e paura è l'emozione che troppo spesso sento vibrare parlando ogni giorno con le persone. Paura è quel sentimento, malvagio e soffocante, che anch'io provo, ogni tanto, se per un attimo cerco di incasellare la mia vita in una sorta di accettata e da tutti tanto ricercata 'normalità'. 

Siamo in tanti, tantissimi, e menomale dico io, ad avere grandi sogni nel cassetto e siamo in tanti, tantissimi, e menomale dico io, a non avere più pazienza e a non esser più disposti ad aspettare per aprirlo, quel cassetto. Siamo in tanti, centinaia, e menomale dico io, ad aver capito che non sta nel rispettare tutte le regole il segreto. Siamo in tanti, migliaia, e stra-menomale dico io, ad aver capito che, al contrario, il segreto, quello vero, sta nel non averle 'quelle' regole. Perché loro, le regole, quelle regole, ci limitano, perché loro, le regole, quelle regole, vivono per noi. 

Siamo in tanti, ma ancora troppo pochi dico io, ad aver capito che la felicità non sta nè nel sole, nè nella pioggia. Siamo in pochi, pochissimi ahimè, ad aver capito che la felicità è nascosta lì dove solo tu puoi arrivare. 

E' nascosta lì, nel come decidi di alzarti la mattina ed nascosta lì nel come decidi di affrontare la tua giornata, è nascosta lì in quanta forza e determinazione deciderai di metterci, ed è nascosta lì in quanto coraggio sceglierai di dimostrare. La felicità, quella vera, è' nascosta nel momento, unico, in cui finalmente deciderai di fermarti e chiederti chi sei.

La felicità è nascosta nel guardarti allo specchio e nel chiederti con un sorriso se davvero sai dove stai andando, la felicità è nascosta nel perdonarti per ogni volta in cui non lo saprai. La felicità è fare ogni giorno, in ogni istante, anche ora, del tuo meglio, per non avere rimpianti poi quando un giorno ti guarderai indietro. 

La felicità è adesso e solo adesso.

lunedì 26 novembre 2012

La FELICITA' è...

Godersi sotto le coperte uno scrosciante temporale notturno, percependo forte la potenza della natura, svegliarsi piano sentendo il calore dei primi raggi del sole ed accorgerti che il tuo nuovo vicino ancora non ha abbandonato il suo sogno di fare il cantante; sorridere pensando ai due nuovi amici con cui hai condiviso sogni e camomille notturne e con i quali hai valutato la bizzarra ipotesi di voler andare a vivere in una capanna, un giorno. 

La Felicità è...costruirsi un cuscino arrotolando, imbranati ma speranzosi, le tende, perché qualche mese fa, ci si è promessi di abbandonare il superfluo, la Felicità è ricevere una telefonata inaspettata, ma soprattutto riceverne una tanto aspettata.

La Felicità è accorgersi che non è il mondo a cambiare, ma è il tuo modo di osservare a farlo. E' fare subito qualcosa che avresti preferito rimandare e poi sentirti leggero. E' avere il cuore calmo, osservare con attenzione e sentire improvvisa la propria presenza, la propria anima. E' attraversare con coraggio le proprie paure e soprattutto è perdonarsi per averle. E' accorgersi che i miracoli possono davvero ad accadere, ma solo quando siamo noi a permettergli di farlo. 

La Felicità è cambiare opinione, senza vergogna. Precipitare, per poi trovare la forza di rialzarsi. E' accettare l'insicurezza come parte fondamentale della crescita. E' essere chi veramente sei, e non chi pensano che tu sia o chi vogliono che tu sia. E' disobbedire. E' scendere dal palcoscenico su cui ci sentiamo messi ogni giorno e ritrovare la semplicità.

La Felicità è prendersi cura di sé e di chi ami. E' avere un'idea. E' essere, essere per ciò che si è, e non, per ciò che si ha e non avere paura di non essere 'giusto' perché il giusto non esiste. La Felicità è decidere di lasciare delle nuove impronte anziché inseguire quelle già esistenti.

martedì 13 novembre 2012

Numero 2 e Felicità

I 2 nuovi arrivati.
Più 2 perché questa sera alle 18 saranno trascorse due meravigliose settimane dal nostro arrivo sull'isola...GRAZIE

2 perché siamo in due in questa meravigliosa avventura ed io, che amo condividere più di ogni altra cosa al mondo, sono più che convinta che quando i due sono quelli giusti tutto sia non solo più semplice e più facile, ma anche e soprattutto più magico

2 perché, da ieri, due sono i nostri nuovi 'bambini': due piccoli germogli di agave spezzati trovati per strada, raccolti e felicemente (almeno da me ;) accolti nella nostra nuova casa per diventare parte della nostra nuova vita 

meno 2 perché due sono i giorni mancanti ad arrivare al giorno libero di un nuovo amico, che come la 'vecchia' me fa ogni settimana il conto alla rovescia in attesa dell'unico giorno in cui potrà dormire fino a tardi, dell'unico giorno in cui si sentirà 'quasi' libero, dell'unico giorno in cui, in pace, potrà andare al mare

2 perché sono due i miei genitori che ieri sera sono stati contenti di poter  sentire finalmente la mia voce chiara e felice via Skype (2 milioni sono invece le domande fatte: mangiate? ma cosa? dormite? ma quanto? uscite? per andare dove? avete conosciuto qualcuno? chi? prendete il sole? sì ma mi raccomando non troppo...)

2 perché in questo momento sono talmente felice da accorgermi che due sono le mie mani che mi permettono di scrivere, due i miei occhi che mi permettono di vedere, due i miei polmoni che mi permettono di respirare e due i miei piedi che mi permettono di camminare attraverso questa nuova realtà

2 perché da quando siamo a Fuerteventura la Felicità sembra davvero valere doppio, ogni cosa sembra essere due volte più normale e allo stesso tempo due volte più meravigliosa

2 perché anche il mio cuore si sta facendo in due per riuscire a contenere tutto l'amore che la natura dell'isola sa dare

...e infine 2 perché mi accorgo ogni giorno, guardando dentro me stessa, che due rimangono le paure che ci separano dalla gioia più assoluta: lavoro e denaro. 

Ma come dice il mio amico Salvatore Brizzi: 'non appena riusciremo a liberarci della visione 'miserabile' della vita che ci viene trasmessa nelle scuole, nei telegiornali, nelle famiglie, non appena riusciremo ad eliminare dalla nostra anima concetti a lei non consoni quali scarsità, ristrettezza e paura di vivere, non appena smetteremo di essere ipnotizzati dalla ricerca del posto di lavoro sicuro che ci permetta di pagare il mutuo, torneremo tutti ad essere gli impavidi guerrieri che in realtà siamo.

venerdì 9 novembre 2012

Vita e FELICITA'

Una buona vita è quando sorridi spesso, sogni in grande,
ridi molto e realizzi quanto sei fortunato ad avere ciò che hai.
Svegliarsi presto per avere tutta la giornata davanti a sé, cercare con lo sguardo i primi raggi di sole che entrano attraverso le tende, sì ci sono, eccolì lì, oggi sarà un'altra bella giornata, stupirsi ancora una volta di quanto blu possa essere il cielo e soffermarsi ancora una volta  a guardare il mare dietro il vetro... quanto è bello il mare. Correre poi ad accendere il telefono, attivare il wi-fi, e mettersi a testa in giù per cercare di captare qualche linea altrui (eh già l'adsl non è ancora arrivata) nella speranza che, nella notte, qualcuno dall'altra parte dell'oceano abbia scelto proprio te per portare a termine quel compito così banale per lui e così vitale per noi. Lavarsi la faccia, fare colazione ed iniziare a lavorare, o a cercare lavoro, mentre fuori le prime voci del villaggio si svegliano, bimbi che vanno a scuola e genitori che fanno del loro meglio per portarceli. Stare per ore (3, 4, 5, 6?) davanti al computer cercando di rimanere il più possibile concentrati mentre l'anima, la regina del castello, messa in attesa, silenziosamente comincia a programmare quella parte della giornata che sarà a lei dedicata, il pranzo, le passeggiate, la piscina, lo spagnolo, l'inglese, i sorrisi, le chiacchiere, le coccole e la cena. 
Smettere per un attimo di 'essere' e guardarsi semplicemente intorno, sentire forte la felicità crescere dallo stomaco e arrivare al cervello, desiderare che tutto questo non finisca mai seppur ci si senta in viaggio e non ancora arrivati, sapere che là fuori c'è un mondo il cui desiderio più grande è quello di essere scoperto e sapere allo stesso momento che dentro di me c'è un intero universo che urla e strepita per la voglia di essere esplorato. 

martedì 9 ottobre 2012

Io non ho paura...e sono FELICE

Tra 3 settimane esatte a partire da ora il nostro aereo starà per atterrare a Fuerteventura e la mia anima non può che gioire a questo pensiero.
Sono pronta, siamo pronti, siamo tranquilli, felici, vogliosi, ma senza eccessiva impazienza, emozionati quanto basta. Come per magia la nostra vita in Toscana sembra già lontana, come sopita, e il dolore del distacco non si sta facendo sentire se non per pochissimi coinvolgenti istanti.

Mi sono accorta in queste ore, in questi giorni di non provare paura, di non temere il cambiamento, la novità, sarà forse perché a questo cambiamento mi preparo dentro me stessa da sempre o sarà forse perché ho capito che nulla è immutabile e nulla deve essere a forza per sempre. Partiamo alla scoperta di un nuovo mondo, di nuove amicizie, nuove lingue, nuovo calore e nuove emozioni, ma in qualche modo so che quella dove atterrerò tra 21 giorni sarà una tappa del mio viaggio/vita e non la mia destinazione finale.

Sono FELICE!
GRAZIE!

sabato 8 settembre 2012

Sicurezza e Felicità

Il mio 'svuoto casa disperatamente' è ormai a buon punto, anzi buonissimo direi, yuppie, e i mobili e gli oggetti presenti nell'appartamento cominciano  ad essere finalmente molto pochi, dovrei davvero mandare una lettera al sito di ebay annunci per il gran lavoro fatto ;). Da circa una decina di giorni dormo per terra, o meglio sul mio materasso appoggiato a terra, perché il letto, così come i comodini e il resto della camera, è già stato venduto ed in questo momento è probabilmente in viaggio con destinazione Senegal ;). Devo dire che la vita in una casa/campeggio è piuttosto divertente, ed oltre ad essere un buon elisir di giovinezza, mi sta insegnando molto, ho scoperto ad esempio che molti degli oggetti che fino a pochi mesi consideravo indispensabili proprio non lo sono, letto incluso ;). 

Ma torniamo al perché di questo post, ieri, accumulando vestiti in uno dei  mobili superstiti, mi sono resa conto di avere una qualche preoccupazione che mi frullava per la testa facendomi fare strane smorfie con la bocca e con il resto del viso. Stavo come mimando con me stessa i pensieri veloci e fastidiosi che si affacciavano nella mia mente. 
Ma cosa può esserci che non va in questo momento della mia vita dove gran parte dei miei sogni stanno per avverarsi? Per la prima volta, all'alba dei 36 anni, andrò a vivere al mareeee. Cosa può volere la mia mente di più?
Ebbene la risposta c'è, vorrebbe sentirsi sicura, ma così non è e quindi ha paura. Per lei sarebbe importante sapere di poter contare, ad esempio, su di un lavoro 'fisso' che garantisca una buona entrata economica, su una casa confortevole, su dei punti fissi ed immutevoli, tutti aspetti piuttosto sconosciuti nella mia vita in questo momento.
Mi fermo quindi un attimo e mi chiedo, quanto è importante sentirmi sicura nel mio percorso di ricerca della felicità

Guardandomi indietro di circa 4 anni, posso facilmente rivedere me stessa quando vivevo a Milano, lì avevo un lavoro sicuro, uno stipendio di tutto rispetto, una casa confortevole, piena di mobili ed oggetti, in cui tornare la sera e una lunga serie di punti fissi come solo la tua città natale ti sa dare, ma nonostante tutto ciò ero infelice. Ogni parte di me sapeva che quello non era il mio posto nel mondo e che quello non era ciò che volevo.
E quindi? Qual'è la via giusta? A chi dare ascolto mente o anima? E' meglio essere infelici nella sicurezza o felici nell'insicurezza? Questa volta io e la mia anima scegliamo la seconda, tanto come dice il proverbio 'tentar non nuoce' e come ho scritto pochi giorni fa:
'Tra vent'anni sarò più delusa per le cose che non ho fatto che per quelle che ho fatto'.

mercoledì 15 agosto 2012

Chi ha inventato la PAURA?

Chi ha inventato la paura? Se solo lo scoprissi...premerei immediatamente il tasto Canc. Io odio la paura e sono arrivata al punto di averne davvero abbastanza, troppe cose nella mia vita ruotano e hanno ruotato intorno alla paura. Ho paura di...Non faccio questo per paura di...Ma non hai paura di? BASTA. La paura ha già preso fin troppe decisioni al posto mio. Sono stufa, fin da bambina, fin dai primi mesi di vita mi hanno insegnato ad aver paura, si  qualcuno si è perfino inventato un 'uomo nero' per spaventarmi (e qualcuno un pò meno fantasioso pure il vigile ;) Ma perché nessuno si è preso la briga di inventarne anche uno bianco? O un pompiere che premia le bambine buone?
La paura ci blocca, ci inibisce, ci cambia, in peggio, ci fa vivere le giornate a metà, ci chiude gli occhi nascondendoci tante, tantissime possibilità. Eppure, grazie al mondo in cui viviamo, non possiamo fare a meno di provarne almeno un pò ogni giorno, con l'unica eccezione di chi vive sul cocuzzolo di una montagna o su un'isola deserta (che gioia mi procura scrivere la parola isola). I giornali, la televisione, la radio, i vicini di casa, gli amici, i genitori e probabilmente anche il nostro gatto non fa che ricordarci incessantemente che dobbiamo avere paura, paura perché qualcosa di tremendo potrebbe capitarci da un momento all'altro, meglio stare in guardia e cominciare subito a soffrire un pò quindi. Potremmo ammalarci, morire, cadere da un aereo, perdere il lavoro, tutti i soldi, le persone che amiamo, potremmo venire persino ingoiati dal terreno durante una tranquilla passeggiata. Potremmo cadere dal balcone, avere un incidente domestico, venire attaccati dagli Ufo, essere spazzati via da una profezia...qualsiasi cosa vi venga in mente va bene, l'essenziale è che ne abbiate paura, meglio se tanta. Ma ci sarà pure un modo per sconfiggerla oltre ad una vita votata all'eremitismo? Ma quale? 
Personalmente credo che la risposta sia sempre e solo una: FARE. L'unico modo che conosco per sconfiggere l'emozione negativa della paura è quella di girare quanto più velocemente possibile lo sguardo in un'altra direzione e fare materialmente qualcosa che vada verso quel sentimento, agirci contro, muoversi verso, quando ho paura di qualcosa l'andargli incontro (naturalmente non nel caso si tratti di un leone affamato), il fare un primo passo a dispetto di quello che potrebbe succedere (ma potrebbe anche non accadere MAI) è l'unica cosa che mi aiuta a stare meglio. Proprio così, quando ho paura di una cosa, l'unico mezzo che conosco per liberarmene quasi all'istante è farla, proprio come è successo a tutti noi con l'esame di maturità. Mentre lo stare ferma in attesa di tempi migliori, magari in preghiera ;), non mi aiuta per nulla, anzi non fa che alimentare la mia sensazione di impotenza. Insomma la chiave è una sola AGIRE, AGIRE, AGIRE! Ora basta solo trovare la serratura...

sabato 4 agosto 2012

Vai a vivere al mare? E' sempre stato il mio SOGNO.


Era un po' di tempo, oltre sei mesi, che mancavo da uno di quei posti in Italia che ho la fortuna di poter chiamare casa e cominciavo a sentirne forte la mancanza, sentivo il bisogno di tornarci per qualche giorno e così ho fatto. Lì ho ritrovato alcuni affetti e amici importanti, quel tipo di affetti ed amici che sai essere una certezza, quelli che sai che ci saranno sempre, nonostante il tempo e la lontananza. Questa volta però tornandoci ho percepito qualcosa di diverso, nella mia mente e soprattutto nella mia anima, è stato come se in mia assenza il tempo si fosse fermato, tutto era misteriosamente e amaramente uguale, tutto tranne una cosa: la quantità di infelicità sul viso e nelle parole delle persone, quella purtroppo era notevolmente aumentata.

Già durante le mie ultime visite, le serate che un tempo venivano trascorse in modo spensierato ed allegro sono state ahimé pian piano sostituite da altre, col passare del tempo oltre all'età ;) è aumentato il numero di preoccupazioni, di scontento, di frustrazioni. Una buona parte degli argomenti leggeri e divertenti hanno lasciato purtroppo il posto ai problemi. Gli ambiti sono i più disparati: lavoro, famiglia, relazioni, spread, politica e 'grazie' alla televisione anche il clima, ma il comune denominatore è uno solo: se ne parla, se ne parla tanto, tantissimo. Molti di questi problemi erano magari già presenti un anno o due fa o a volte anche di più, ma ora è aumentata esponenzialmente la quantità di tempo dedicata a parlarne e il livello di serenità/FELICITA' generale sembra essersi notevolmente abbassato.

Tutto normale fino a qui direte voi, certo è così, le difficoltà sembrano essere ovunque all'ordine del giorno, infatti è a me stessa e poi all'Italia in generale che vorrei rivolgere delle domande? Cosa sto facendo e cosa viene fatto quotidianamente nella vita di ognuno di noi per cambiare le cose? Molto, poco, nulla, abbastanza? Ad esempio chi come me ha la fortuna di SAPERE COSA VUOLE che cosa sta facendo per realizzarlo? E chi ancora non lo sa, quanto tempo sta dedicando a scoprirlo? E' giusto accettare la sofferenza in attesa di momenti migliori pur non avendo la garanzia che arriveranno? O sarebbe meglio prendere il coraggio a due mani e iniziare ora a cambiare qualcosa? Il vero coraggio è accettare la situazione o affrontare il cambiamento? Perché viviamo buona parte della nostra vita come se avessimo la garanzia di averne una di riserva? 

lunedì 30 luglio 2012

Negatività, meglio parlarne o AGIRE?

Come mai quando siamo protagonisti di una situazione poco piacevole, che non ci soddisfa, che ci fa arrabbiare o peggio che ci procura delle sofferenze siamo tutti egualmente e largamente bisognosi di condividere i nostri indigesti e lagnosi pensieri col mondo e il più delle volte attraverso accorati sproloqui? Perché non ci comportiamo allo stesso modo quando siamo FELICI? Perché non riusciamo ad irradiare altrettanta energia positiva e soddisfazione? Cosa ci trattiene? Forse l'essere felici non è abbastanza di moda in questo periodo?  

Al contrario disgrazie e proteste sono nella hit parade delle conversazioni, ognuno di noi può con facilità tediare, o essere tediato, per ore con argomenti spinosi, passati, ripetitivi, lamentosi e quasi sempre inconcludenti. Il quello ha fatto questo e il questo ha detto quello sembrano non vivere mai momenti di crisi. 

Ciò non toglie naturalmente che parlarne, dei problemi intendo, possa aiutare, specie se il tuo interlocutore è pronto e ben disposto a darti sempre ragione. Ci si sente capiti e ben voluti, coccolati, ci si scrolla in qualche modo di dosso la sindrome della pecora nera, d'altronde se siamo 'ben' in due a pensarla allo stesso modo allora non possiamo che avere ragione e questo ci fa sentire molto più sicuri e protetti. Nella realtà quanto il gioco del 'io mi lamento e tu mi dai ragione' ci sia di beneficio nessuno può dirlo, è facile accorgersi però quanto questa partita non faccia altro che incementarci nella nostra roccaforte, nel nostro punto di vista. Sentirci dalla parte della ragione, credersi nel giusto, a volte non ci fa assumere le nostre responsabilità e ci fa diventare parzialmente non vedenti e non udenti.

Il prendere atto della situazione e agire, anziché lottare contro quelli che troppe volte si dimostrano essere dei mulini a vento, eviterebbe spesso di trascinare troppo a lungo emozioni come la rabbia, il rancore, la paura, sentimenti davvero distruttivi per la nostra anima, sentimenti velenosi contro i quali nessun antidoto è stato ancora inventato. 
Agire e non re-agire sarebbe un buon modo, a mio parere, per rendere il nostro mondo ogni giorno migliore.

domenica 22 luglio 2012

Sono arcistufa di scappare da cosa NON VOGLIO

Altro giro e altro regalo, altra giornata, altre persone, altri discorsi, fiumi di parole, spesso scontente, di persone che non sono dove vorrebbero essere, parole che mi fanno tornare indietro nel tempo, di giorni, mesi, soprattutto anni, a tutte quelle volte in cui sono scappata da un qualcosa che NON VOLEVO, qualcosa in cui mi sentivo imprigionata, che non mi rendeva felice e mi faceva vivere come sospesa e in attesa di giorni migliori

Sono scappata più volte, tante, sicuramente troppe, sempre accontentandomi della prima possibilità disponibile, spesso vaga e un pò avventata, che sapesse però portarmi lontano da quella situazione non voluta (un vecchio lavoro, una vecchia storia, un vecchio progetto, una vecchia dieta). Mi accontentavo di un nuovo qualcosa unicamente perché era relativamente facile, disponibile e capace di 'strapparmi' dal momento attuale da cui tanto mi sentivo oppressa. Quel qualcosa di nuovo era anche ingannevolmente in grado di colmare quel bisogno di varietà che, di quando in quando, viene insistentemente a bussare alla mia porta facendomi perdere la 'connessione' con la realtà. 

Accorgermi di non essere la sola ad avere questa deviazione mentale, questa incapacità di compiere scelte reali, dettate dai miei desideri anziché dalle mie paure, mi è ora di consolazione solo parzialmente dato che mi fa intuire che questa volta ce la devo fare da sola, che sono poche le persone a cui possa ispirarmi e a cui chiedere aiuto con fiducia

Per la prima volta nella mia vita decido di fermarmi, respirare, guardarmi lentamente intorno, decisa ad ascoltare  le  aspirazioni più che le paure, decisa ad occuparmi e non a pre-occuparmi, e a lasciare che la mia anima mi parli con sincerità per non avere futuri rimpianti. Per la prima volta VOGLIO permettermi di scegliere, permettermi di essere, ascoltando solo me stessa e non ciò che vogliono gli altri per me e mi sto rendendo conto che i miei desideri non sono poi né particolarmente grandi né particolarmente ambiziosi,  né particolarmente strambi, hanno una sola caratteristica unica ed inimitabile, sono i MIEI.

mercoledì 18 luglio 2012

A scuola di DETERMINAZIONE

Sono anni che mi sento dire che la determinazione è importante per riuscire ad ottenere ciò che si vuole nella vita, me lo sento ripetere dai miei genitori fin da quando ero bambina, dai parenti, dagli amici, dai datori di lavoro e da chiunque venda un qualsiasi corso di crescita personale. Con altrettanta frequenza però mi accorgo, purtroppo, che la determinazione in chi mi circonda, anche nelle stesse persone che caldamente me la raccomandano, scarseggia. Come si fa a diventare determinati? Perché non inseriscono dei corsi, a partire dalla scuola materna, di determinazione? E perché ognuno si vanta di essere determinato solo quando le cose gli vengono veramente facili e non si sforza invece di sfoggiare la sua determinazione davanti agli ostacoli piccoli e grandi che la vita ci regala ogni giorno?

Sono molte le persone che intraprendono nuove strade, nuovi percorsi, all'inizio sempre con grande entusiasmo, ma all'incontro con le prime difficoltà fanno rapidamente e timidamente marcia indietro imboccando la strada accanto e sperando sinceramente che questa, al contrario dell'altra, sia in discesa. Alla lunga tutto ciò non fa che alimentare il sistema in cui viviamo, dove a furia di cercare di rotolare giù per le discese sembriamo ritrovarci tutti inevitabilmente ed inconsapevolmente nella stessa 'valle di lacrime'.

lunedì 16 luglio 2012

Perché CONDIVIDENDO è tutto più facile?

Quella di ieri è stata una giornata piena di spunti e riflessioni. Cercare di capire COSA VOGLIO sta portando me e il mio compagno a riflettere, a volte per ore, cercando di fiutare con l'aiuto delle esperienze, delle sensazioni e perché no anche di internet, quale sia la nostra strada. Tra le varie ipotesi c'è quella di fare armi e bagagli (chissà da dove deriva questa grigia espressione) e ripartire. Dico ripartire perché 3 anni fa abbiamo già affrontato il nostro primo spostamento allontanandoci di circa 400 km dalla terra natale :)

Le ipotesi sono molte e varie ma com'è e come non è dopo un pò si arriva sempre a parlare di mare, isole, spiagge, barchette di pescatori e di uno stile di vita rilassato e a misura d'uomo. 

Ma sono solo sogni o una possibile realtà

Questo è stato il dilemma del pomeriggio, non tanto del mio compagno quanto mio, perché, proprio mentre ne parlavamo, già mi immaginavo a dover (voler?) impacchettare l'appartamento e a dovermi sbarazzare di tutto ciò che non potrebbe seguirci, in parole povere...praticamente di tutta la casa...perché trasferirsi su un'isola vorrebbe dire non solo lasciarsi alle spalle la vita precedente, ma anche lasciarsi alle spalle arredi, accessori, libri, oggetti, superfluo...insomma tutto ciò su cui si posa il mio sguardo se per un attimo smetto di scrivere. Aiutooo! La sensazione che nasce nel mio stomaco al solo pensiero è di terrore puro misto a nausea.

Dopo il pomeriggio 'meditativo' traumatico fortunatamente siamo usciti a cena con amici e con loro abbiamo condiviso pensieri e paure proprio come faccio ora con voi. Mi sono resa conto, e forse già lo sapevo, che la visione dell'isola e della vita a bordo spiaggia vive (e vegeta?) soffocata nell'immaginario di pressoché tutte le persone sopra i 20 anni e sotto i 70. Tutti lo sogniamo o lo abbiamo sognato almeno una volta, ma nessuno fa nulla per...come mai? Sarà che impacchettare la casa spaventa il resto del mondo quanto me? 

Ciò che da sempre mi ha incuriosito, parlando di grandi sogni da realizzare, è  che tutte le nostre paure, le nostre ansie sembrano sparire se la decisione di partire e ricominciare viene presa contemporaneamente da più persone che decidono di partire in gruppo tutti insieme all'avventura. Se invece a prendere una decisione di questo tipo siamo da soli, i dubbi e le preoccupazioni ci bloccano, quasi in automatico, tentando di riportarci velocemente sulla 'retta via'. Perché? Perché se la decisione viene condivisa da persone di fiducia, o non, tutto è non solo più facile è addirittura quasi logico?